
La mia storia
Da Napoli ai casinò di Londra, fino alla creator economy.
Una storia di marketing, disciplina e scelte controcorrente.
Capitolo 1 · Fino ai 23 anni
Napoli
Sono nato a Napoli e fino ai 18 anni ero un ragazzo normalissimo. Poi è successa una cosa semplice, ma decisiva: un amico mi chiese una mano per vendere i biglietti della festa della scuola. Su circa 380 persone, io ne vendetti 350. In quel momento capii due cose: mi piaceva l'energia delle persone… e avevo una certa predisposizione per marketing, relazioni e “far succedere le cose”.
Dai 18 ai 21 iniziai a organizzare serate da solo: prima pub e ristoranti, poi—nel giro di poco—i locali più importanti di Napoli. E c'era un dettaglio che mi dava un vantaggio enorme: ero giovane, quindi usavo internet in modo naturale, mentre nel settore molti erano più “old school”. Quando usciva il tormentone del momento, invece di passare dalle agenzie che gestivano gli artisti (che ovviamente davano priorità ai più esperti), iniziai a contattare direttamente cantanti e DJ tramite i loro siti e contatti ufficiali. Risultato: portai a Napoli nomi importanti e costruii una reputazione in fretta.
A 22 anni mi ritrovai a gestire una zona di Napoli per le pubbliche relazioni. Poco dopo mi chiamarono per la direzione artistica di una discoteca in costruzione. Io feci una proposta “da imprenditore”: non solo direzione… diventare socio. Accettarono. A 23 anni ero proprietario di un locale chiamato “Pixel”, a nord di Napoli.
Capitolo 2 · Il nord
Treviso
Quella vita, per un ragazzo di vent'anni, era un treno impazzito: 200 km al giorno, due telefoni che squillavano in continuazione, notti infinite, responsabilità enormi. A un certo punto ho staccato. Mi trasferii al nord e iniziai a fare supplenze come assistente amministrativo nelle scuole, a Treviso: un lavoro d'ufficio, stabile, regolare… ma non era “me”.
In quegli anni c'è un episodio che sembra una parentesi, ma in realtà è un pezzo fondamentale della mia storia: iniziai a comunicare online con un messaggio semplice—meno giudizio, più libertà—e col tempo alcune ragazze iniziarono a chiedermi contenuti “non riconoscibili” da pubblicare. Parliamo di anni in cui non esistevano influencer come oggi e certe cose non erano mainstream. Quella fase mi ha insegnato quanto contino mentalità, comunicazione e community.
Capitolo 3 · Inghilterra
Londra
Poi andai a trovare un amico a Portsmouth, in Inghilterra. Entrai in un casinò e in 10 giorni consecutivi vinsi circa 11.000 sterline. La cosa divertente? A un certo punto non mi facevano più giocare con croupier italiani. Io nel frattempo avevo conosciuto lo staff e iniziai a frequentarli quando il mio amico lavorava.
Tornato in Italia per chiudere le supplenze, una notte vidi un annuncio “Lavora con noi” per diventare croupier… proprio nel casinò dove conoscevo già tutti. Mi trasferii, feci la scuola e iniziai una carriera che non mi aspettavo. Dopo due anni arrivò una soddisfazione gigantesca: diventai il miglior croupier in Inghilterra, vincendo una competizione nazionale. Da lì iniziai a lavorare nei casinò più importanti di Londra. Quella fase mi ha lasciato una cosa addosso: disciplina. Sembra un lavoro “glamour”, ma in realtà è precisione, psicologia, controllo e sangue freddo.
Capitolo 4 · 2018 – 2020
Online
Nel 2018 nasce il mio primo business online strutturato: IndustrySex.com, un videocorso di educazione sessuale con Valentina Nappi. Non è un video porno: è un corso parlato con grafiche animate, pensato per dare strumenti pratici. Lei parlava soprattutto alle donne, io agli uomini, dalle basi fino a tecniche più avanzate.
Nel 2019 una ragazza che mi seguiva sui social mi chiese una mano per trovare clienti per fare videochiamate. Io la seguii come social media manager: funzionava così bene che altre ragazze iniziarono a contattarmi per lo stesso motivo. Da lì nacque TipAgency, l'agenzia con cui supportavo creator e professioniste su posizionamento, strategia e crescita. (TipAgency è un passaggio importante della mia storia, ma oggi il focus è sui miei business.)
Nel 2020 decisi di costruire qualcosa di più grande: una piattaforma che risolvesse un problema pratico enorme per le creator—ricevere pagamenti e gestire servizi digitali in modo semplice. Così nasce VieniOra.com, che diventa il mio progetto principale.
Capitolo 5 · Dal 2020
Oggi
Nel 2020 mi trasferii anche a lavorare nel casinò di Amsterdam. E lì, durante il periodo Covid, succede una cosa molto chiara: mentre la vita “fisica” rallenta, i miei progetti online—soprattutto VieniOra—iniziano a crescere molto più velocemente. A un certo punto capisco che è il momento di scegliere. Lasciare il casinò non è stato facile—mi manca ancora, perché è una passione vera—ma era il passo giusto.
Dopo la pandemia ho iniziato a viaggiare e oggi vivo tra Bali, Londra e, ogni tanto, l'Italia per stare con la mia famiglia. Oggi lavoro nel settore dei servizi per adulti da imprenditore: non creo contenuti, ma costruisco business e infrastrutture.
E se ti aspetti una vita da film… ti deludo subito: spesso è molto più noioso di quello che sembra. Come dico io: è scervellarmi con gli sviluppatori IT, fare data analysis, marketing, test, tracking e ottimizzazioni. Insomma: dietro le quinte, ma fatto seriamente. Meno film, più Excel.
Meno film, più Excel.





